• Domenico Antonio Lamanna Di Salvo

DIVORZIO: STOP ASSEGNO A VITA!

L'assegno divorzile, introdotto dalla riforma del diritto di famiglia del 1970, ha senza ombra di dubbio rappresentato l'argomento più discusso degli ultimi 50 anni del diritto di famiglia italiano. Nelle intenzioni del legislatore esso doveva essere lo strumento per garantire pari dignità alla parte debole del rapporto coniugale, che nella maggior parte dei casi, nell'Italia degli Anni Settanta, era la donna. Parte della dottrina, in una interpretazione forse troppo "edulcorata" della normativa, lo considerava quasi un deterrente alla fine del rapporto coniugale.

L'originaria funzione dell'assegno divorzile era quella di garantire ad entrambi gli ex coniugi un tenore di vita uguale (o, per lo meno, molto simile) a quello avuto in costanza di matrimonio. Sulla carta, pertanto, esso rappresentava una giusta contemperazione delle esigenze delle parti in causa.

La società italiana, però, nel tempo è ambiata: la donna è diventata economicamente indipendente, ha raggiunto una propria posizione professionale, insomma si è trasformata nella parte "forte" del rapporto coniugale.

L'esperienza di questi 50 anni ha dimostrato agli operatori del diritto che le buone intenzioni del legislatore non si sono completamente realizzate. L'assegno divorzile, lungi dal garantire un tenore di vita simile a quello matrimoniale, ha creato nella maggior parte dei casi povertà, litigi, reati, rancori, smodato ricorso alla Giustizia: esso è diventato, insomma, più che un rimedio alla patologica crisi della famiglia, un elemento ulteriore di litigio.

La Giurisprudenza di legittimità ha finalmente colto l'incongruenza di questo sistema, mutando completamente il proprio orientamento: oggi l'assegno divorzile non spetta più al coniuge che è potenzialmente in grado di provvedere al proprio sostentamento con il lavoro. Viene così meno il riferimento al tenore di vita in costanza di matrimonio, che tante discussioni aveva causato in dottrina e nella più accorta giurisprudenza di merito.

Visto il mutato clima giurisprudenziale, risulta auspicabile un deciso intervento del legislatore volto a riformare ex fundamentis l'istituto dell'assegno di mantenimento e di quello divorzile, in quanto non più conforme alle mutate necessità della società italiana.


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