Smart Toys e dati sensibili: cosa sapere prima di regalarli
- Domenico Antonio Lamanna Di Salvo - Antonella Francesca Di Marsico

- 28 dic 2021
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 16 dic 2025
Proprio in questi periodi di festività assistiamo a richieste di regali da parte dei nostri figli che sono sempre più tecnologici. Spesso, addirittura, tali giocattoli richiedono una registrazione online che comporta la comunicazione di dati sensibili (exempli gratia, il nome o l´età), con possibili problemi legati al trattamento degli stessi. Ne deriva - almeno in via del tutto teorica - un notevole rischio per la privacy dei minori, che dovrebbe sempre essere tutelata.
Cosa possiamo allora fare per proteggere i nostri figli da possibili rischi?
Preliminarmente, va osservato che il Regolamento UE/2016/679 in materia di protezione dati prevede che i sistemi elettronici siano prodotti e configurati per ridurre al minimo la raccolta e il trattamento di dati personali. Tale prescrizione deve, pertanto, essere sempre rispettata dai produttori. Inoltre, prima di fornire dati personali del nostro bambino, è opportuno leggere con attenzione l’informativa sul trattamento dei dati personali raccolti, che dovrebbe sempre essere disponibile nella confezione e/o pubblicata sul sito dell’azienda produttrice.
Sul fronte penalistico, va registrato un notevole interesse del Legislatore per la protezione del minorenne, coinvolto suo malgrado nell’ingranaggio della giustizia penale quale persona offesa del reato. Ci riferiamo, in particolare, alle numerose nuove fattispecie di reato incentrate sulla minore età del soggetto passivo, il cui coronamento - in merito al discorso che stiamo conducendo - avviene nel D. Lgs. 101/2018, che sanziona il trattamento Illecito dei dati.
Tanto premesso, ci si chiede che cosa i genitori possano effettivamente fare per eliminare - o, per lo meno, diminuire - le potenziali fonti di rischio. Al riguardo, possiamo suggerire alcuni piccoli accorgimenti:
dopo aver attivato la connessione a Internet del gioco, bisogna fornire solo le informazioni strettamente necessarie per la registrazione ed eventualmente utilizzare pseudonimi per gli account;
è prudente limitare la possibilità di raccolta e memorizzazione di dati da parte del giocattolo, disattivando strumenti di rilevazione che possono risultare non indispensabili per il funzionamento (come ad esempio la geo localizzazione);
bisogna evitare di concedere autorizzazioni (quali accesso alla memoria, al microfono) se non sono strettamente necessarie per il funzionamento del giocattolo. In ogni caso, è importante informarsi sempre su chi e come potrebbe utilizzare i dati raccolti;
infine, onde evitare intrusione di malintenzionati attraverso la rete, è buona prassi impostare una password di accesso tale da garantire la sicurezza del giocattolo.
In tal modo, con pochi e facili accorgimenti possiamo garantire la totale sicurezza dei nostri figli, permettendo loro di giocare con quello strumento elettronico tanto desiderato e che deve continuare a rappresentare un'occasione di crescita intellettiva e psicologica del minore.
Tuttavia, a complicare ulteriormente la situazione, è subentrata da qualche anno a questa parte l'Intelligenza Artificiale. Questa, infatti, si sta lentamente insinuando nella nostra vita quotidiana, non risparmiando neppure la produzione di giocattoli. Se ciò può rappresentare una interessante novità per molti bambini, dall'altro solleva non poche preoccupazioni riguardo la salute dei più piccoli. Quello che oggi sappiamo con certezza è che molti di questi prodotti possono rappresentare un rischio non indifferente per la privacy e la sicurezza dei più piccoli e delle loro famiglie. Ad esempio, alcuni nuovi modelli arrivano a riconoscere il viso del bambino e di rispondere a semplici domande con il rischio che poi tali dati possano finire nel dark web. Recentemente, ha attirato l'attenzione della stampa internazionale un simpatico orsetto di peluche denominato "Kumma", supportato dall'intelligenza artificiale ma ritirato dal mercato dopo aver assunto alcuni comportamenti pericolosi per la salute dei bambini, come spingerli a compiere atti autolesionisti o suggerirgli di provare pratiche BSDM. A sollevare la preoccupazione delle associazioni di genitori e degli esperti di sicurezza è stato il report "Trouble in Toyland" rilasciato dall'US PIRG Education Fund, un'organizzazione che si occupa di tutelare la salute e il benessere dei consumatori, la quale ha analizzato i rischi per la privacy e la sicurezza della vendita di "giocattoli intelligenti". Osservano tali ricercatori che siffatti dispositivi sono costantemente in ascolto delle conversazioni delle persone che li circondano, possono registrare le loro voci e, in alcuni casi, sono dotati di una tecnologia che gli consente di raccogliere i dati biometrici degli utenti con cui interagiscono. Come si può facilmente dedurre, parliamo di dati sensibili che, se finiscono nelle mani sbagliate, possono essere utilizzati per mettere in atto truffe a carico dei genitori.
Si rende, pertanto, necessario un rapido intervento legislativo che regolamenti questa nuova frontiera della tecnologia, al fine di evitare inutili abusi ai danni dei più piccoli.
In conclusione, è pur vero che la tecnologia è una grande cosa ma, forse, il buon vecchio trenino e la bambola sotto l'albero di Natale - che hanno fatto sognare generazioni di bambini - erano una soluzione più sicura e meno problematica.
