Conflittualità genitoriale e collocamento alternato
- Domenico Antonio Lamanna Di Salvo

- 23 ott 2025
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Un tema molto sentito nei procedimenti di separazione e divorzio riguarda il collocamento dei figli minori. Solitamente, le Corti italiane scelgono il collocamento prevalente presso un genitore (quasi sempre la madre), ma recentemente l'orientamento della Giurisprudenza di merito pare essere cambiato. Al riguardo, vogliamo sottolineare questa importante decisione del Tribunale di Roma (Trib. Roma, Sez. I, 09.10.2025), che ha affrontato la questione dell'affido condiviso con collocamento alternato in presenza di litigiosità tra i genitori e tenera età del minore.
La Corte romana rileva, al riguardo, che "non importa la tenera età del bambino né che i genitori si accusino reciprocamente di comportamenti aggressivi, anche perché non hanno mai sporto denuncia". Anzi, è proprio la conflittualità elevata a far propendere per il collocamento alternato, "auspicando che l’interruzione della coabitazione possa consentire il ripristino nell’alveo di una fisiologica dialettica della relazione parentale, appare confacente agli interessi del bambino di mantenere l’habitat di riferimento come in essere, nel contempo salvaguardando la giusta equidistanza dalle figure genitoriali, mantenendone la pari presenza, così da non determinare nel minore una frattura con il precedente habitus vitae, in tal senso prevedendo che i genitori si alternino settimanalmente nel domicilio coniugale". La decisione, giusta ed equilibrata, è degna di nota, in quanto finora non è mai stata pacifica l'opportunità del collocamento alternato in caso di conflittualità. Precedente giurisprudenza di merito osserva, al riguardo, che si tratta di "un positivo punto di arrivo, coerente con un affidamento condiviso, ma non già di partenza in casi particolarmente complessi e conflittuali o quando vengano anche denunciati comportamenti violenti. E ciò a maggior ragione quando sono imminenti accertamenti più approfonditi da parte del Consulente Tecnico d’Ufficio." (Corte d’Appello di Brescia, Ord. 9 dicembre 2024).
A nostro parere, l'approccio della Corte romana è da apprezzare e standardizzare, in quanto rappresenta non solo uno strumento per il raggiungimento della parità tra genitori separati ma rappresenta una potenziale possibilità per dirimere e ridurre - ove possibile - i contrasti tra i genitori.
Ma cosa accade, qualora la scelta, nell'affidamento condiviso, di lasciare la casa ai figli, facendo ruotare nella stessa abitazione i genitori, non dovesse funzionare? Ne parleremo nel prossimo articolo.
