• Domenico Antonio Lamanna Di Salvo

ADOZIONE NAZIONALE

La difficoltà delle problematiche relative all’adozione (nazionale ed internazionale) richiede, in particolar modo, un’adeguata professionalità e una particolare sensibilità a dette tematiche. In tal senso, il legale dovrebbe in primis porsi l'obiettivo di garantire i diritti del minore a vedersi assicurata una normale crescita nell'ambito di una famiglia premurosa ed accogliente, attraverso il ricorso allo strumento dell'adozione. Il “Diritto del minore a una famiglia” si concretizza, nel nostro ordinamento, attraverso un sistema autonomo di tutela di tutti coloro che per qualche sfortunata ragione, si trovino ad essere fin dalla nascita o dalla minore età, privi di assistenza materiale e morale, sottolineando il diritto assoluto del minore all'inserimento in un nucleo familiare che sia in grado di assolvere diritti e doveri negati dalla famiglia naturale. Il diritto del minore a vivere, crescere ed essere educato nell'ambito di una famiglia (Art. 1 Legge n. 184 del 1983 – nel testo sostituito dalla Legge n. 149 del 2001) è assicurato senza distinzione di sesso, di etnia, di età, di lingua, di religione e nel rispetto della identità culturale del minore e comunque non in contrasto con i principi fondamentali dell'ordinamento. È importante sapere innanzitutto che la dichiarazione dello stato di adottabilità di un minore deve essere preceduta da una rigorosa verifica di eventuali possibilità di recupero della famiglia biologica di provenienza.

Quello della famiglia di origine è un diritto certamente assoluto ma, al contempo, anche relativo, in quanto la famiglia di origine deve avere delle imprescindibili condizioni di affettuosità e di accoglienza. Gli adottanti devono, innanzitutto essere uniti in matrimonio da almeno tre anni o per un numero inferiore di anni se i coniugi abbiano convissuto in modo stabile e continuativo prima del matrimonio I coniugi devono essere idonei ad educare, istruire ed in grado di mantenere i minori che intendono adottare. L'età degli adottanti deve superare di almeno diciotto e di non più di quarantacinque anni l'età dell'adottando, con la possibilità di deroga in caso di danno grave per il minore.

Sono consentite ai medesimi coniugi più adozioni anche con atti successivi. L'argomento, di certo, merita ulteriori dettagli in quanto non può essere sviluppato in poche e sterili frasi, ma richiede la giusta attenzione volta a bilanciare i vari interessi in gioco.

Sono anche possibili forme di adozione particolare, tra cui, quella del figlio del coniuge e quella del maggiorenne. Tali casi, però, pur rispondendo alla necessità di “legalizzare” rapporti affettivi già costituiti dalla mutata realtà familiare dei nostri tempi, sembrano rispondere, nelle intenzioni del legislatore, a fini diversi da quelli della tutela del minore in stato di abbandono e, pertanto, esulano dal tema di questa nostra riflessione.

In conclusione, riteniamo di poter concludere dicendo che l’adozione, pur essendo un procedimento essenzialmente pilotato dalle Istituzioni (che super partes tutelano gli interessi di tutte le parti in gioco), richiede la necessità di un’accurata assistenza legale specializzata, volta a valutare l’esistenza dei presupposti che la legge richiede. In tal senso, è essenziale la preparazione dell’Avvocato e la sua sensibilità alle problematiche de quo.


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